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21-11-2017

Si è concluso l' XI Forum della Borsa del Placement

Università

Dal 7 al 9 novembre, alla Stazione Marittima di Napoli, si è svolta la XI edizione del Forum della Borsa del Placement.

Recruiting, placement, employer branding sono state le parole chiave, con l'intento di creare un ponte diretto tra il mondo dello studio e quello del lavoro e favorire la collaborazione tra enti di alta formazione e imprese.

Durante la Sessione Plenaria è stata presentata la ricerca promossa da Fondazione Emblema con la collaborazione di Laborplay dal titolo "Il Fattore Umano: Competenze, Soft Skills, Occupazione".

Dalle risposte di 300 selezionatori, distribuiti tra micro, medie e grandi imprese in base alla percentuale di occupazione in Italia, sono emersi molti dati di grande interesse per chi si occupa di politiche attive del lavoro.

Quasi la metà delle relatà prese a campione (il 46,7%) ha raccontato di non avere pressochè nessuna relazione con gli uffici placement e di ritenterli in generale poco utili.

Altrettanto indicativo nel rapporto fra Placement e Recruiting il fatto che quasi la metà dei CV che ricevono le aziende sono fuori target (precisamente il 49,6%) e che i candidati hanno generalmente una scarsissima conoscenza dell'azienda alla quale si propongono - dato drammatico per le micro aziende (95%) ma comunque negativo anche sulle grandi (45,3%), che invece dovrebbero essere molto conosciute.

Troppo spesso dunque i giovani approcciano il mercato del lavoro con scarsa conoscenza delle imprese a cui si propongono e, altro dato indicativo, non tengono conto dell' importanza che i profili social hanno per i recruiter: la revisione del giudizio (a fronte di un CV ritenuto interessante) è molto più frequente di quello che si pensa (il 64% ha dichiarato di farlo fra 30 e 60% delle volte), ma, soprattutto, è quasi sempre negativa (85% oltre il 60%). In altre parole, i profili social danno molto spesso un’immagine diversa, in negativo, rispetto a quella emersa dal CV.

Rispetto ai dati emersi in fase d'indagine è evidente che i Social network sono usati praticamente da tutti i selezionatori (88%), in particolare è molto interessante il dato sullìutilizzo di LinkedIN d parte delle micro imprese (lo usano 2 su 3), così come l’utilizzo di Facebook da quasi metà del campione
I risultati dell'indagine hanno evidenziato inoltre l'importanza che gli uffici placement hanno per i ragazzi nell'acquisire consapevolezza su come approcciare il mondo del lavoro; l’impatto dei social network per la ricerca (attiva e passiva) di lavoro e il peso fondamentale che hanno le softskills per fare la differenza in un processo di selezione. Un dato interessante è relativo alla maggior rilievo dato alla motivazione se messa a confronto con la competenza (96,1 vs 3,9): la competenza di base è certamente un prerequisito che fa avanzare nel processo di selezione - a un pari livello di competenze, come può essere nel caso di candidati neolaureati, è però la motivazione a dominare, diventando così una catteristica determinante.

Le tre Soft Skills emerse come più importanti sono motivazione (per il 93%), autonomia (71,3%) e versatilità (69%): più in generale, però, va evidenziata l’importanza che si dà alle esperienze (lavorative e non) rispetto al continuare a seguire corsi di vario tipo. La centralità del placement universitario è emersa infine e soprattutto non tanto per mettere in contatto giovani e imprese (il “collocamento” in senso letterale), quanto per preparare i ragazzi ad approcciare in maniera efficace il mondo del lavoro.

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